Addio a chiavette USB e ISO: con "Cloud Rebuild" Windows 11 si reinstalla direttamente dal cloud

Microsoft rivoluziona il ripristino dei sistemi operativi introducendo Cloud Rebuild in Windows 11. La nuova funzionalità consentirà di eseguire un'installazione pulita da zero e scaricare automaticamente tutti i driver direttamente dal cloud, eliminando definitivamente la necessità di supporti fisici come chiavette USB o immagini ISO, anche in caso di blocco totale del PC. Attenzione però: la procedura cancella integralmente i dati.

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Per decenni, il ripristino di un computer bloccato o gravemente infettato da un malware ha richiesto un rituale ben preciso: trovare un secondo PC funzionante, scaricare una pesante immagine ISO, formattare una chiavetta USB (o masterizzare un DVD, per i nostalgici) e configurare il BIOS per far partire l'installazione.

Presto, tutto questo potrebbe diventare solo un ricordo del passato. Microsoft sta infatti testando una funzionalità destinata a cambiare radicalmente le abitudini di utenti e amministratori di sistema: Cloud Rebuild.

Di cosa si tratta e come funziona

Individuata nelle più recenti build di anteprima dedicate al programma Windows Insider, Cloud Rebuild permette di effettuare un'installazione pulita di Windows 11 scaricando l'intero sistema operativo e i driver specifici dell'hardware direttamente dai server Microsoft tramite Windows Update. Il tutto senza che l'utente debba preparare alcun supporto esterno. Basta una connessione a Internet.

La differenza con il "Ripristino" attuale

Chi ha familiarità con Windows 11 potrebbe obiettare che l'opzione "Ripristina questo PC" offre già da tempo il download da cloud. Le analogie, tuttavia, si fermano qui. L'attuale sistema di ripristino presenta due grandi limiti:

  1. Richiede che il sistema operativo locale sia ancora in grado di avviarsi e di gestire la procedura.

  2. Recupera i driver presenti sul disco fisso, ereditando potenzialmente conflitti o file corrotti.

Cloud Rebuild supera questi ostacoli venendo eseguito da un ambiente di ripristino separato (WinRE). Questo significa che sarà in grado di resuscitare anche i computer che non riescono più ad accedere alla schermata di logon di Windows o che mostrano la temuta schermata blu (BSOD).

Un tabula rasa totale: occhio ai backup

C'è un dettaglio fondamentale da tenere in considerazione: Cloud Rebuild non è un aggiornamento né un ripristino conservativo. Si tratta di una formattazione a tutti gli effetti. L'avvio della procedura comporta l'eliminazione totale di:

  • File personali e documenti.

  • Applicazioni e programmi installati.

  • Impostazioni, preferenze e configurazioni di sistema.

Il PC tornerà esattamente allo stato di fabbrica. Di conseguenza, disporre di un backup aggiornato dei propri dati sarà un prerequisito tassativo prima di premere il tasto di avvio.

Disponibilità e scenari aziendali

Nelle attuali versioni di test, la funzione può essere attivata localmente in due modi: direttamente dall'ambiente di ripristino (WinRE) o tramite prompt dei comandi con privilegi di amministratore.

Al momento la funzionalità è limitata all'accesso fisico sulla macchina, ma Microsoft ha già confermato che in futuro Cloud Rebuild verrà integrato con le piattaforme di gestione degli endpoint aziendali, come Microsoft Intune. Ciò permetterà agli amministratori IT di formattare e reinstallare da remoto i PC dei dipendenti in totale sicurezza.

Attualmente Cloud Rebuild è in fase di raffinamento e non c'è ancora una data di rilascio ufficiale per la versione stabile di Windows 11, ma il debutto pubblico è previsto per i prossimi mesi, una volta terminata la raccolta dei feedback all'interno della community Insider.

Argomenti: #Microsoft #Windows

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Commenti (1)

  • Luciano ospite
    Questa funzione è molto utile.

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