Mettetevi comodi, perché la soap opera dell'anno in campo videoludico continua a regalare colpi di scena. Se pensavate che il lancio della nuova ammiraglia Nintendo fosse solo rose, fiori e record, vi sbagliavate di grosso.
Nelle ultime settimane, Nintendo ha piazzato una mossa che ha fatto gelare il sangue a molti appassionati nipponici: un aumento di prezzo netto del 20% per la Switch 2 sul mercato interno (da 49.980 a 59.980 yen). Il risultato? Le vendite settimanali hanno subito un crollo vertiginoso dell'87% subito dopo il rincaro. Insomma, un tonfo che farebbe tremare chiunque.
Eppure, a Kyoto stappano lo stesso lo spumante. Perché? Perché se guardiamo la "big picture", la neonata console ha appena piazzato un sorpasso storico. A un anno dal lancio, Switch 2 ha ufficialmente superato le vendite cumulative totali della PS5 base in Giappone, sfiorando i 6 milioni di unità piazzate. Avete capito bene: in poco più di 12 mesi, Nintendo ha venduto quello che Sony (con il solo modello base) ha faticato a piazzare in quasi sei anni.
Ma c'è un'ombra gigantesca dietro questo successo: non si trovano.
La strategia di Nintendo di creare una versione "economica" (poco più di 300$) bloccata al solo mercato giapponese per contrastare l'esportazione selvaggia e la debolezza dello yen si sta scontrando con una realtà durissima. Il presidente Furukawa in persona ha dovuto chiedere scusa sui social: le richieste per la prima tornata ammontavano a ben 2,2 milioni, gestite tramite follie come le lotterie per i preordini.
Insomma, tra chi non riesce a comprarla, chi fa i salti mortali per importarla, bagarini che si sfregano le mani e rincari improvvisi, una cosa è chiara: Switch 2 non è solo una console, è diventata un vero e proprio fenomeno sociale (e finanziario).
EFFETTO SWITCH 2: Rincari, sorpassi storici e il delirio delle scorte!
L'aumento di prezzo in Giappone rallenta (un po') la corsa di Switch 2, ma la nuova console Nintendo ha appena sverniciato il totale storico di vendite di PS5 nel Sol Levante. Intanto i bagarini ringraziano e le scorte piangono.
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